“Non divida l’uomo quello che Dio ha congiunto”.

Vangelo secondo Matteo 19,3-12

«Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Oggi Gesù ci conduce all’origine dell’amore, nel cuore stesso di Dio. Prima delle nostre fragilità, delle nostre ferite e delle nostre paure, c’è un progetto meraviglioso: siamo stati creati per amare e per diventare dono. Gesù ci fa comprendere che il vero nemico dell’amore è la durezza del cuore. Un cuore indurito smette di ascoltare, di perdonare, di attendere, di vedere il bene nell’altro. Un cuore abitato da Dio, invece, rimane sempre capace di ricominciare. Non perché non soffra, ma perché lascia entrare il Signore proprio dentro le sue ferite. Amare secondo Gesù non significa vivere senza difficoltà; significa poter dire ogni giorno: “Signore, insegnami ad amare ancora”. Quando il sentimento vacilla, resta la scelta di custodire; quando arrivano le incomprensioni, resta la possibilità del perdono; quando le nostre forze finiscono, comincia lo spazio della grazia. E questa Parola non riguarda soltanto gli sposi. Ogni vocazione è una chiamata all’amore: c’è chi dona la propria vita nel matrimonio e chi la consacra interamente al Regno dei cieli. Strade differenti, ma una sola destinazione: Dio. In fondo, tutta la nostra vita è un pellegrinaggio verso il Paradiso. Le persone che Dio ci pone accanto non ci sono affidate per possederle, ma per poterle amare, custodire e aiutarci, reciprocamente, a raggiungere Lui. Questo rende ogni amore vissuto in Dio qualcosa di immensamente prezioso. Signore Gesù, rendi il nostro cuore simile al Tuo. Togli da noi ogni durezza e insegnaci la fedeltà, il perdono, la pazienza e la tenerezza. Fa’ che, attraverso il nostro modo di amare, gli altri possano incontrare Te. E quando arriverà il giorno in cui terminerà il nostro cammino sulla terra, fa’ che possiamo ritrovarci tutti in Te, nella gioia del Paradiso, dove ogni lacrima sarà asciugata e comprenderemo finalmente che ogni gesto d’amore donato sulla terra ci stava già preparando all’eternità. Perché tutto passa, Signore, ma l’amore vissuto in Te non muore: diventa eterno.

– Rosanna Dora De Lucia

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