Sono Rosanna, ma chiamatemi Dora

Imprenditrice, madre, filantropa. Per me l’impresa è un “bene sociale”: al centro c’è la dignità della persona, prima dei numeri.

Questa è la bussola che ha ispirato il nostro cammino familiare e aziendale e che continua a guidarmi ogni giorno.

Sono Cavaliere del Lavoro per il percorso imprenditoriale, umano e filantropico; ma più di tutto sono un’“imprenditrice per Amore”.

Vai a casa tua e costruisci il tuo Paradiso.

Queste parole, ricevute da padre Giacinto al convento dei Cappuccini di Arienzo, hanno acceso la mia rinascita e cambiato per sempre il mio sguardo sulla vita.

Hanno parlato di me

Sono cresciuta in Campania, in una casa piena di fiori: la bellezza era ovunque, ma sotto c’era anche fragilità.

Da adulta ho attraversato anni difficili, fino al giorno in cui, senza quasi rendermene conto, mi sono ritrovata davanti al convento dei Cappuccini di Arienzo. Lì ho incontrato padre Giacinto: mi ha ascoltata a lungo e mi ha affidato una frase semplice e potente – “Costruisci il tuo Paradiso” – che ha aperto un cammino nuovo.

Da quel momento ho imparato a trasformare il dolore in dono e a vivere il lavoro come servizio.

Con mio marito Angelo Affinita e con i nostri figli abbiamo costruito e fatto crescere un’azienda che oggi è riconosciuta come eccellenza italiana, ma prima di tutto è una comunità dove le persone sono protagoniste.

La nostra regola? Noi, non l’io: “da soli non si va da nessuna parte”.

Nel 2010 è nata la Fondazione Angelo Affinita per dare continuità concreta al bene: sosteniamo infanzia, formazione, lavoro dignitoso e coesione sociale. Tra i progetti: Centro per le Famiglie ad Arpaia (con Banco Alimentare FEAD), Casapane (impresa sociale che dà occupazione a giovani in difficoltà), Casa do Menor in Brasile e il laboratorio itinerante Mammut nei quartieri più fragili. Collaboriamo, tra gli altri, con Nuovi Orizzonti e con la Fondazione Bocelli.

La mia fede mi ha insegnato a scegliere l’Amore — con la “A” maiuscola — come atto quotidiano: “se sappiamo gestire la nostra croce, si trasforma in fiori”. È questo che desidero testimoniare: si può rinascere, qui e ora.

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