“Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Non si tratta di amare chi ci ama, ma chi ci ferisce, rompendo la logica del mondo. Esso dice: difenditi. Gesù invece dice: ama, prega, benedici. Pensiamo a Davide che, pur potendo colpire Saul, sceglie di non farlo. Davide rispetta la vita del suo persecutore e affida la giustizia a Dio. Non si lascia guidare dall’odio, ma dal timore del Signore. È già un cuore che assomiglia a quello del Padre. Amare il nemico non significa approvare il male, ma rifiutarsi di lasciarsi trasformare dal male. Significa scegliere di restare figli, anche quando sarebbe più facile diventare giudici. Dio fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi. Ogni volta che scegliamo di perdonare, di pregare per chi ci ha ferito, di non rispondere con la stessa moneta, un pezzo di cielo scende sulla terra. Allora ognuno deve rispondere a questa domanda: voglio avere ragione o voglio essere figlio? Perché quando scegliamo l’amore anche verso chi non lo merita, diventiamo davvero somiglianti al Padre. Amare i nostri nemici non significa andare a mangiare con il nemico, ma volere il suo bene, ossia pregare e offrire anche un sacrificio affinché egli sia salvato.

  • Rosanna Dora De Lucia

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