“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me”.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”…

Ogni parola si imprime nel mio cuore e nella mia mente, e subito chiedo allo Spirito Santo di aiutarmi a capire come trasformarla in vita. Oggi, Gesù ci dice che ogni gesto d’amore verso gli altri, è un dono preziosissimo che giunge a Lui in uno splendore di luce. Le” pecore” e le “capre” non sono solo simboli: ci parlano del cammino quotidiano, delle scelte decisive che plasmano il nostro destino. Ogni volta che nutriamo chi ha fame, offriamo conforto a chi è solo, teniamo la mano a chi è ferito, accogliamo Gesù e Lo invitiamo ad abitare nel nostro cuore. Ogni volta che passiamo oltre, perdiamo l’occasione di incontrarLo e la nostra vita diventa ordinaria, senza entusiasmo, senza conoscere il vero amore. La vita eterna si costruisce nella concretezza dell’amore, nel silenzio e nella preghiera. È lì che possiamo incontrare la gioia di Cristo. Oggi chiediamoci: cosa posso fare per mettere in pratica il pensiero che Cristo mi ha suggerito nel Vangelo? Dove posso portare un po’ di luce dove regna l’ombra?

  • Rosanna Dora De Lucia

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