Dal Vangelo secondo Matteo
Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».
La giustizia che apre il Regno dei cieli è una giustizia d’amore, capace di purificare i pensieri prima ancora dei gesti. Il Signore ci chiede qualcosa di rivoluzionario: prima di presentarci all’altare guardiamo se nel nostro cuore c’è una frattura, un rancore. La riconciliazione viene prima del culto, perché Dio non desidera offerte vuote, ma cuori riconciliati. Ogni sentimento può costituire o distruggere. Per questo Gesù ci invita a metterci d’accordo “mentre siamo in cammino”: finché c’è tempo, finché il cuore può ancora scegliere l’amore. Superare la giustizia degli scribi e dei farisei significa lasciarsi trasformare interiormente, imparando a perdonare, a chiedere scusa, a custodire il fratello. Lo so’, è una strada esigente, in salita, ma è l’unica che conduce alla vera libertà. Nulla ci rende più simili a Dio quanto essere disposti a perdonare.
- Rosanna Dora De Lucia