Vangelo secondo Luca 6,20-26
Oggi Gesù ci guarda negli occhi e ci rivolge una parola che sembra impossibile: “Beati voi, che ora piangete, perché riderete”. Gesù non ci dice che il dolore è bello, né ci chiede di nascondere le nostre lacrime. Ci dice qualcosa di infinitamente più grande e consolante: nessuna lacrima vissuta con Lui è una lacrima perduta. Quando il cuore soffre, quando qualcosa ci manca, quando la vita ci ferisce, proprio lì Dio si fa vicino. Ci prende tra le Sue braccia e ci stringe ancora più forte. Le beatitudini sono la promessa di un Dio che non abbandona mai i Suoi figli: alla nostra povertà dona il Suo Regno, alla nostra fame la Sua pienezza, alle nostre lacrime la Sua consolazione e alla nostra speranza dona una promessa di gioia. La felicità che Gesù ci promette non significa avere una vita senza problemi, senza sofferenze o senza lacrime. Significa sapere che, dentro ogni prova, Lui rimane accanto a noi. E allora oggi possiamo consegnarGli anche ciò che ci fa più male e dirgli: “Gesù, anche nel pianto fammi conoscere la Tua immensa consolazione. Quando una lacrima attraversa il mio volto, fa’ che io senta la Tua mano raccoglierla. Quando il mio cuore è stanco, stringimi forte al Tuo cuore. Non permettere che cerchi altrove ciò che solo Tu puoi donarmi. Sii Tu la mia gioia, la mia pace, la mia consolazione. Mi fido di Te, mi affido a Te e mi abbandono completamente al Tuo amore”. Perché essere beati non significa non piangere mai. Essere beati significa scoprire che anche mentre piangiamo siamo custoditi tra le braccia di Dio. Significa credere che nessuna notte è eterna e che, dopo ogni oscurità, il Signore prepara per noi una nuova alba e dopo ogni prova una speranza. E nel Suo tempo, una gioia che nessuno potrà portarci via. Perciò, anche oggi, non perdiamo la fiducia.
-Rosanna Dora De Lucia